24
Mar

FeaturedCritica di Vittorio Sgarbi al maestro Ugo Mainetti

Forse ci troviamo alle soglie di quella “morte dell’arte” che già Hegel aveva profetizzato, argomento poi ripreso da Giulio Carlo Argan in tempi a noi più recenti. In realtà, se c’è qualcosa che sta agonizzando in maniera apparentemente irreversibile, questa non sembra essere l’arte in sé e per sé, ma piuttosto quella sua particolare manifestazione che viene chiamata “avanguardia”. C’è stata, è vero, l’avanguardia storica, quella che ha combattuto la tradizione dell’”accademia”, quella che ha inteso cambiare radicalmente il modo di concepire l’arte attraverso una serie continua di nuove proposte. Tutto, in qualche modo, ha funzionato fino a quando non si è inventato per il puro gusto di inventare, come se il nuovo fosse per definizione sempre meglio di quello che già esisteva.